Alla scoperta della costa del Bigouden, con i piedi nell’acqua

Con Dominique, la bassa marea è alta in emozioni

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Con sandali di plastica o stivali ai piedi, eccoci pronti a seguire Dominique. La nostra guida entusiasta ci rivela i segreti dell'estran di Kerity a Penmarc'h. L'estran? E’ la parte di litorale scoperta dalla bassa marea. Su questa distesa di sabbia, di rocce e alghe brulica un’incredibile vita. Dei veri tesori, noti o inaspettati, si susseguono. Da preservare !

Un elevato coefficiente di felicità !

Découvrez le littoral bigouden, les pieds dans l'eau

Per prima cosa: respirate! Per approfittare dell’aria ricca di iodio, così tonificante. Prima di affrontare l'estran, Dominique ci ricorda il fenomeno delle maree. In modo molto semplice, con qualche disegno tracciato sulla sabbia. Idem per la catena alimentare che va dai batteri ai super predatori. Piccoli o grandi, appassionati della pesca a piedi o neofiti, tutti danno il proprio contributo. Capiamo presto che «niente è inutile». Guardiamo con un altro occhio la battigia, questo deposito creato da ogni marea.

Tutti a tavola

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Qualche pozzanghera più in là, improvvisiamo una degustazione! In una magnifica tavolozza di verdi, bruni e rossi le alghe ci offrono un buffet. Leggermente croccante, brillante come uno smeraldo, la lattuga di mare è una gustosa insalata. Altri animali, facilmente avvistabili, apprezzano questa’alga: patelle e litorine sono delle vere divoratrici di alghe. La nassa, una loro lontana parente, preferisce cibarsi di altri molluschi. Ha uno stratagemma per bucare le conchiglie. Per vedere questa specie (e altre) in azione, una vongola è stanata e aperta con abilità da Dominique. Gettata in una fessura rocciosa, la vongola risveglia e attira dozzine di piccoli esseri. Affascinante !

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Una sorpresa appare nella sabbia umida: un labro (un pesce!), attaccato da un predatore, brilla di splendidi riflessi blu e arancioni. Denti scintillanti ornano la sua bocca, indispensabili per sgranocchiare i molluschi. E’ circondata da star: stelle di mare e ofiure. A toccarla raspa. Come la lingua della patella, soprannominata «cappello cinese», che Dominique apre con la punta delle dita.

Noi, come tenaglie per gli abitanti di questo luogo

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Sotto le alghe, ha inizio la caccia. Un decapode maschio rivela un carapace molle; ha appena finito la muta. Un granchio arrabbiato mostra di meritarsi il suo nome, agitando le chele. Tutti vanno a mettersi al riparo sotto la roccia. Gaby, frequentatrice abituale del posto, esulta, ha scovato un’orecchia di mare. Il mollusco passa di mano in mano. Ci seduce con i suoi occhi blu e svela i suoi fianchi verde fosforescente. Altra rarità scoperta: un signate, una specie di ippocampo, si agita per poco nella mano di Romain. A volte, è un grongo o un polipo a rivestire il ruolo di ospite celebre.

Seguendo il ritmo della natura

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Il rumore e i riflessi cangianti dell’acqua ci ricordano che è tempo di ritornare con la marea. Victoire torna di nuovo verso la spiaggia a piedi nudi e coi pantaloni rimboccati. Le due ore di questa immersione sono filate via come un banco di gamberetti! Ci fermiamo ancora per prendere qualche vongola. La loro cattura ci serve solo a verificarne la taglia. Dopo la pesca, ci preoccupiamo di richiudere le buche. L'equilibrio di questo ambiente è fragile: prendere coscienza delle sue bellezze e rispettarle ora è del tutto naturale !

Testo: Annick André

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