Soggiornare in un luogo ricco di storia 5 strutture ricettive appartenenti al patrimonio dal comfort attuale

Soggiornare in un luogo ricco di storia

Amate la storia e le storie, sentire la patina degli anni sgorgare da un muro di pietra, adottare la dolcezza di un’arte di vivere, oggi quasi dimenticata? Allora partite alla scoperta di queste seducenti dimore. Hanno in comune i materiali nobili, i siti affascinanti e soprattutto proprietari appassionati e appassionanti.

jardin-du-chteau-de-la-ballue-bazouges-la-prouse-simon-bourcier.jpg © Simon Bourcier

In una Malouinière del XVII secolo

Le Manoir de la Baronnie

È un profumo di avventura, lo spirito conquistatore dei corsari ma anche tutta un’arte di vivere che respirerete a Baronnie. Con la sua lunga facciata bianca circondata da due ali leggermente sporgenti che si affacciano su un delizioso giardino alla francese, questa dimora è la testimonianza di un periodo di fasti. Quello in cui i ricchi armatori e commercianti di Saint-Malo abbandonavano la città dentro le mura di Saint-Malo per godersi la dolcezza della campagna. Con le sue boiserie, le pitture murali, i parquet di quercia e la sua magnifica rampa di scale a forma di testa di leone, è tutta l’anima e il fascino leggermente desueto di un’antica casa di famiglia che si offre a voi.

Aperto tutto l’anno

Manoir de la Baronnie


Di vedetta, di fronte al mare

Il faro di Lervily

Costruito senza dubbio verso la metà del XIX secolo, il faro di Lervily è un superstite. Cadute in rovina dopo la seconda guerra mondiale, le mura tozze oggi hanno ritrovato il tradizionale intonaco a calce. Da dietro una delle numerose finestre che offrono una vista a 360° sul mare aperto, potrete immaginare la vita degli antichi abitanti di questo pezzo di landa selvaggia. Furono di volta in volta vedette, guardiani del faro e persino doganieri. Ma tranquillizzatevi, condividerete con loro solo l’onnipresenza del mare, delle onde e del vento. All’interno, parquet di quercia chiara, ampie stanze inondate di luce, cucina laboratorio e vasca da bagno all’antica lo rendono un rifugio pieno di dolcezza.

Aperto tutto l’anno

Sémaphore de Lervily


Un maniero in stile inglese

Le manoir de Kerlédan

Costruito verso la fine del XV secolo da un nobile bretone, trasformato in fattoria nel XIX e XX secolo, questo grande casamento rettangolare con un’armoniosa facciata di scisto e gres vive ormai in stile inglese. Peter e Penny vi racconteranno come, con amore e tenacia, l’hanno rialzato dalle sue rovine, insufflandovi la loro fantasia tutta britannica. Travi a vista, muri a calce e pietra testimoniano l’antichità dei luoghi. Nel giardino, magnifiche aiuole e viali bordati di bossi accuratamente potati e di pittoresche sculture di animali invitano a una passeggiata meditativa.

Aperto da inizio marzo a fine ottobre

Manoir de Kerlédan


Vista sul maniero

Maison du fermier di Goaz Froment

A Goaz Froment, alloggerete nel cuore di una tenuta di 5 ettari, meravigliosamente alberata. Blanche e Olaf hanno fatto dell’antica mezzadria un riparo accogliente e comodo con vista privilegiata sul maniero. È arrivando dal sentiero avvallato che godrete, attraverso i rami, dello scorcio più romantico della sua alta e sobria facciata di granito. Vi avrebbe soggiornato il marchese la Fayette. Jean-Baptiste Juste, un ex militare delle guardie francesi che aveva servito ai suoi ordini avrebbe acquistato la proprietà nel corso del XVIII secolo.

Locazione del cottage minimo 3 giorni durante l’anno. Solo a settimana durante le vacanze primaverili e estive.

Manoir de Goaz Froment

 


Vicinissimo alle antiche forge di Les Salles

Chez Manu e l’Orangerie

Nella grande foresta di Quénécan, a qualche chilometro di distanza dal lago di Guerlédan, si trova una delle forge a legna più antiche e meglio conservate della Bretagna, attiva fino alla fine del XIX secolo. Cosa c’è di meglio per immaginare l’energia, il pulsare dell’attività e apprezzarne l’eccezionale organizzazione che soggiornare nel cuore stesso della città operaia?

Chez Manu

Con la sua stanza unica a ogni piano, questa piccola casa traspira autenticità. Se oramai dispone di tutti i comfort moderni, i muri a calce bianchi e le robuste travi permettono di immaginare la vita del contabile al tempo delle forge (XIX secolo) o di Manu, il suo ultimo abitante, un personaggio a quanto pare molto colorito.

Chez Manu

 

L’Orangerie

Ubicato nella parte alta dei giardini a terrazza, questo edificio che un tempo serviva a proteggere le arance dal rigore dell’inverno, offre una vista eccezionale sul villaggio siderurgico situato in basso. Un riparo insolito e ricco di fascino, da condividere in coppia!

L’Orangerie

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