Bréhat

Bellezza e dolcezza da vivere sull’isola dei fiori

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Separata dalla terra da un braccio di mare, Bréhat si trova solo a una decina di minuti di barca dalla Pointe de l'Arcouest. E tuttavia... La sensazione di spaesamento è immediata su quest’isola ribattezzata "l'isola dei fiori" per la varietà della sua flora e la bellezza dei suoi paesaggi. Un vero piccolo angolo di paradiso.

Per tutto l’anno, la corrente del golfo assicura a questo magnifico luogo un vero e proprio microclima. Dedicate almeno una giornata alla scoperta delle sue case piene di fascino e delle sue insenature selvagge. E dimenticate l’auto! Qui, nessun veicolo a motore è permesso. Si circola solo a piedi o in bicicletta. Unico comune insulare del dipartimento delle Côtes d'Armor, Bréhat, è lunga 3,5 km e larga 1,5 km, e si articola intorno a due isole principali. A Sud, il borgo e la sua chiesa del XVI secolo e a Nord paesaggi che ricordano l’Irlanda.

Aga... che?

Ortensie, mimose, gelsi, eucalipti, aloe, camelie... il nomignolo di quest’isola non è fuori luogo! Ma tra tutti, il fiore che simboleggia di più quest’isola è l’agapanto. Da giugno a settembre, vedrete il suo fiore blu violetto schiudersi a ogni incrocio nelle strade di Bréhat. Una pianta che venne un tempo importata dall’Africa del Sud dai marinai. Fioriscono anche altre piante esotiche come l’agave o l'echium. Il gel è rarissimo. Quanto agli uccelli, più di 120 specie sono catalogate sull’isola. In primavera, non potrete non sentire cinciallegre, fringuelli, pettirossi, allodole o tordi.

Gli invasori!

Fortificata durante il Medioevo, l'île de Bréhat occupa da tempo una posizione strategica. Durante la guerra di Successione, poi della Lega, fu contesa tra bretoni, francesi, inglesi e spagnoli. Il suo castello, più volte raso al suolo, fu infine smantellato sotto Enrico IV. Oggi, i turisti aumentano ogni anno la sua popolazione da circa 400 a 2.000 persone.

Lo sapevate?

I famosi decapitati

Da Pasteur a Prosper Mérimée, l'isola ha visto sfilare una folla di celebrità nel XIX secolo. In una bettola di Bréhat, gli artisti dipingevano il viso di questi “personaggi” su dei bicchieri. Ritratti insoliti che formano oggi la collezione dei “decapitati".