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©Ile de Houat |BERTHIER Emmanuel

Houat e Hoëdic

Un angolo di paradiso

Calpestare il suolo d’Houat, è una fuga bellissima, una ventata ispiratrice di esotismo. Dal porto di Saint-Gildas, mescolatevi agli isolani che issano i loro carretti verso il borgo. Al di là delle piccole case bianche, evadete in una natura intatta. Istanti preziosi incantano il vostro spirito!

Scoprire Houat e Hoëdic

A Houat, lunga 5 km, si arriva da un porto animato dove le barche dalla scocca brillante si ormeggiano a spiga. Qui, i pescatori occupano il posto migliore. Niente finzioni, l’isola si svela per quello che è, autentica e discreta. Le casse si accumulano sui moli. Crostacei e gronghi arrivano ancora vivi a terra.

Una salita conduce al borgo. Dolcemente, come per non disturbare, si entra nelle stradine fiancheggiate da case bianche fatte di calce e con le persiane blu. I tetti di ardesia sono cementati per resistere al vento. Questo soffio arieggia continuamente su quest’angolo di terra, allontanando le nuvole. Un buon punto per prendere il sole!

Un giro magico!

Al di là del villaggio, ritrovate il vostro spirito alla Robinson Crusoe! Nessuna strada, né muri, la terra colorata è tracciata da percorsi insabbiati. Un sentiero fa il giro dell’isola. Le scogliere della costa Sud-Ovest sono intagliate da paradisiache insenature. A Ovest, la strana roccia di Beg er Vachif supporta una batteria abbandonata. La scogliera Nord si addolcisce sotto una vegetazione più rigogliosa. Gioiello della costa è la spiaggia di Treac’h er Goured che circonda di sabbia fine la Pointe de Tal er Hah. Le acque limpide sono molto attraenti, ma confessiamolo, spesso troppo fresche. Nelle dune, il giglio di mare, gli sparti lasciano il segno dei vostri passi. Non calpestateli!

Lo sapevate?

Cosa significano Houat e Hoëdic?

In bretone, Houat e Hoëdic significano “anatra” e “anatroccolo”. Gli uccelli ricordano più le nobili sterne o i chiurli che le anatre del pollaio.

Sorelle di cuore e di spirito

Houat e la sua sorellina, Hoëdic, non sono sempre state delle isole. Nel mesolitico, erano collegate alla penisola di Quiberon. Oggi, 15 km le separano dal continente. Desiderate dagli inglesi, occupate nel XVII e XVIII secolo, si intravedono ancora le vestigia di un forte. Nel 1822, l’isola adotta un’organizzazione originale, formalizzata con la “Carta di Hoëdic”: diventa una teocrazia, retta dal rettore. Una forma di indipendenza ancora percettibile che non impedisce la condivisione!

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