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Cidre

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Alice Bertrand

Sidro & succo di mela bretoni

In Bretagna si contano oltre 600 varietà di mele: un patrimonio davvero straordinario! Da questi splendidi frutti nasce il sidro “fermier”, bevanda bretone per eccellenza. Pur conservando intatta la propria autenticità, negli ultimi anni, il sidro ha vissuto una e vera e propria rinascita grazie all’impegno di produttori che puntano qualitativamente sempre di più in alto. La sua freschezza, la complessità aromatica, il moderato contenuto alcolico e le sue proprietà benefiche (antiossidanti, vitamine, oligoelementi e sali minerali) soddisfano pienamente le aspettative del pubblico contemporaneo. Venite a scoprire da vicino l’universo del sidro nelle tipiche sidrerie bretoni e a degustare alcune delle nostri migliori cuvée. Con moderazione, naturalmente!

Come si produce il sidro?

La raccolta delle mele da sidro (da non confondere con le mele da tavola destinate al consumo fresco) si svolge nei frutteti tra settembre e dicembre, sia manualmente sia con l’ausilio di macchinari. Una volta raccolti, i frutti vengono selezionati, lavati e poi macinati. Questa purea di mele (polpa o sansa umida) può essere lasciata a macerare per alcune ore prima della pressatura, che la separerà dal prezioso succo, noto come mosto. Una volta trasferito in appositi contenitori (tini o fusti), inizia la fermentazione del mosto che può durare da alcune settimane a diversi mesi, trasformando parte degli zuccheri in alcol. Terminata la fermentazione, l’assemblaggio di mosti differenti permette di ottenere un sidro con le caratteristiche desiderate, pronto per essere imbottigliato. E come si ottiene l’effervescenza? O mediante l’aggiunta di CO2 (carbonatazione), oppure attraverso la rifermentazione in bottiglia (presa si spuma naturale), tecnica che esige grande esperienza. Dopo alcune settimane o alcuni mesi di maturazione in cantina, il sidro è finalmente pronto per essere consumato.

Quali sono le diverse tipologie di sidro?

Non è sempre facile orientarsi tra le varie “tipologie” di sidro e interpretare correttamente le indicazioni riportate in etichetta. Ecco una breve guida per fare chiarezza!

  • Il sidro “bouché” : Designa un sidro con un contenuto di anidride carbonica pari ad almeno 3 g/l. Come per una bottiglia di champagne, viene chiuso con un tappo a fungo in sughero, trattenuto da una gabbietta metallica.
  • Il sidro tradizionale : Prodotto esclusivamente con mele da sidro, e non con mele da tavola. La base!
  • Il sidro artigianale : Il produttore realizza il sidro nella propria azienda, ma le mele possono provenire anche da altri fornitori. Il sidro è comunque pur jus (cfr. sotto).
  • Il sidro “fermier” : Il sidro fermier, o “di fattoria”, è ottenuto dalle mele dell’azienda agricola in cui è prodotto. Fattore imprescindibile: deve essere un sidro “pur jus”. I sidri di fattoria si distinguono per la marcata identità territoriale che esprimono.
  • Il sidro “pur jus” : Questa dicitura indica che il sidro è prodotto senza mosto concentrato né mosto concentrato rettificato. Assolutamente da privilegiare!
  • Effervescenza naturale o presa di spuma naturale : Significa che l’effervescenza deriva esclusivamente dalla fermentazione alcolica, senza rifermentazione in bottiglia o attraverso l’aggiunta di anidride carbonica.
  • Il sidro rosé : Prodotto in quantità molto inferiori, il sidro rosé è ottenuto, almeno in parte, da una breve macerazione e dalla pressatura di mele a polpa rossa.
  • Il sidro di ghiaccio : Originario del Canada, è ottenuto dalla pressatura di mele congelate. Il succo dall’altissimo contenuto di zuccheri dà vita a un sidro dolce e non effervescente. Non un sidro nel senso stretto del termine!
  • Cider : Poco succo di mela, mosti concentrati, molti additivi — sciroppo di glucosio, acqua, aromi —: nulla a che vedere con un sidro autentico!

Altre diciture permettono di distinguere i sidri in base al contenuto di zuccheri residui (non trasformati in alcol) e al grado alcolico:

  • Il sidro dolce (più di 35g/L di zuccheri residui e meno di 3° di alcol) per accompagnare preferibilmente crêpe dolci e dessert.
  • Il sidro semi-secco…  abbastanza raro, “tra”, il dolce e il brut, contiene da 28 a 35g di zuccheri al litro.  Il suo grado alcolico è superiore a 3% vol.
  • Il sidro brut (meno di 28g/L di zuccheri residui e tra 3,5 e 5° di grado alcolico) si accompagna generalmente con le galette bretoni, le tipiche crêpe salate di grano saraceno.
  • Il sidro extra-brut è il meno zuccherato, dunque il più secco in assoluto! A tavola, è spesso complice dei frutti di mare. Più di 5% vol.

Dove si produce sidro in Bretagna?

Alla base di numerose produzioni locali di succhi di mela e sidri, i frutteti “fioriscono” un po’ ovunque in Bretagna… ma ancora più che altrove nei dintorni di Lannion, Guingamp, e Lamballe, nelle zone di Rennes e di Vitré, tutt’intorno alla valle della Rance, nonché di Vannes e di Fouesnant. Nel sud del Finistère, la Route du Cidre en Cornouaille, che attraversa il territorio della AOP Cidre de Cornouaille (Appellation d’Origine Protégée, equivalente francese della DOP), si snoda tra i frutteti e invita a incontrare i produttori e a degustare i loro nettari. Questo itinerario permette anche di scoprire altre due bevande emblematiche: il pommeau de Bretagne AOC (Appellation d’Origine Contrôlée – DOC) l’acquavite di sidro, chiamata anche Lambig o Fine de Bretagne.

 

Carte de la production de cidre en Bretagne

Lo sapevate che...?

In passato, nella campagna bretone, le stoviglie erano essenzialmente fatte di terracotta. Per questo, che fosse sidro o qualsiasi altra bevanda, la si beveva nelle famose ciotoline chiamate in bretone “bolée”. Per apprezzare tutte le sfumature aromatiche di un sidro, tuttavia, si consiglia di berlo in un calice, proprio come il vino.

L’abuso di alcol è pericoloso per la salute. Da consumare con moderazione. 

Dove degustare un buon sidro in Bretagna?

  • Le comptoir Breizh Café : Creperia e sidreria, Le Comptoir Breizh Café di Saint-Malo conta più di 60 tipi di sidro provenienti da tutta la Bretagna ma anche da altre parti del mondo. Carine Bigot, sommelière specializzata in sidri, propone anche abbinamenti cibo-sidro molto originali.
  • Beurre Sukr  : Nella regione del Bigouden, a Penmarc’h, questo grazioso locale propone deliziose crêpe dolci e salate, accompagnate da sidri selezionati dalla giovane coppia dei gestori presso produttori artigianali d’eccellenza.

 

Dove imparare a degustare correttamente un sidro?

Virginie Thomas, sommelière (o, addirittura  “pommelière”!, vista la sua conoscenza del sidro), formatrice ed eminente specialista della famosa bevanda bretone, moltiplica le attività volte alla sua promozione. In particolare, organizza workshop rivolti sia ai professionisti del settore che al grande pubblico. Ritrovate tutte le informazioni su: www.bousculetessens.com. Virginie partecipa anche al Salon CiderPunk, dedicato alla nuova generazione di produttori di sidro e organizzato a marzo presso Les Ateliers du Vent, a Rennes.

Bouscule Tes Sens

 

Quali sidrerie visitare?

Brest Terres Océanes

Côte de Granit rose – Baie de Morlaix

Quimper Cornouaille

Cap Fréhel – Saint-Malo – Baie du Mont Saint-Michel

Baie de Saint-Brieuc -Paimpol- Les Caps

Bretagne Sud – Golfe du Morbihan

  • Distillerie du Gorvello
    Sulniac – Produzione biologica, con numerosi riconoscimenti ottenuti in occasione del concorso regionale della Bretagna (sidro, poiré, pommeau, etc.)

La Festa della Mela

Les Mordus de la Pomme è un’associazione che si dedica alla valorizzazione delle antiche varietà frutticole della regione, promuovendo il recupero dei frutteti tradizionali. Organizza inoltre ogni anno, nel primo week-end di novembre, La Fête de la Pomme di Quévert.

Esistono sidri bretoni d’eccezione?

Dalla selezione delle varietà di mele alle diverse fasi della lavorazione, il sidro è innanzitutto espressione del sapere e dell’esperienza dei maestri “sidrai”. Come il vino, anche il sidro vanta infatti i suoi cru.

  • Il Cidre de Cornouaille AOP, unica denominazione di origine protetta per il sidro in Bretagna
    Nel 1996, il sidro di Cornovaglia fu il primo, prodotto in Bretagna, a ottenere la DOP. Proveniente da una zona che comprende 38 comuni nei dintorni di Quimper, il sidro di Cornovaglia si fregia del grande savoir-faire tradizionale dei suoi sei produttori e di una ventina di frutticoltori specializzati nella produzione di mele. Il Cidre de Cornouaille è un sidro semi-secco 100% pur jus, con presa di spuma in bottiglia. Si caratterizza per il colore dorato, l’attacco tannico, la struttura decisa, le bollicine finissime, al tempo stesso vivaci e sottili, e un finale fruttato che può evolvere verso piacevoli note speziate.
  • Il Royal Guillevic, unico sidro Label Rouge di Francia
    Ai margini della penisola di Rhuys, la Cidrerie Nicol, fondata nel 1928, produce un sidro d’eccellenza, che conquista anche le tavole più raffinate. Considerato dagli esperti come lo “champagne bretone” per la sua finezza, è prodotto a partire da un’unica varietà di mele, la Guillevic.
  • La cuvée Prestige Carpe Diem: il sidro dell’Eliseo
    La sidreria del Domaine de Kervéguen, con il suo Prestige Carpe Diem, è fornitrice ufficiale dell’Eliseo, dal 1997. Prodotto secondo il processo tradizionale utilizzato per i vin de paille (le mele, una volta raccolte, proseguono la maturazione al riparo per alcune settimane), questa cuvée è un sidro tradizionale di grande pregio, biologico e affinato in botti di rovere.

Possiamo parlare di abbinamento cibo-sidro?

Che il sidro sia l’abbinamento perfetto per crêpe dolci e salate non è una novità! Ma i sidri, in funzione del loro carattere, possono accompagnare divinamente anche tantissimi altri prodotti e ricette: frutti di mare, salumi, pesce, carni bianche (pollame e maiale), formaggi come il camembert oppure torte di frutta (non solo di mele).

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